I Giovani Democratici abbandonano le primarie e tornano ai tempi del PCI.
By admin | gennaio 18, 2012
Scelta un po’ rude, forse troppo ma è questa: la direzione nazionale dei Giovani Democratici ha deciso di abolire le primarie per la scelta del nuovo segretario nazionale, ritornando ad utilizzare il vecchio sistema del Pci-Pds, basato su mozioni slegate dalle candidature a segretario; Dunque tutto verrà deciso “a porte chiuse” da una serie di delegati, a fine congresso (che si terrà in primavera).
Fausto Raciti, attuale segretario nazionale,dichiara di essere d’accordo su questa nuova modalità senza negare la possibilità di dire la propria a chi non è d’accordo, ma rinnega il fatto che è grazie alle primarie del 2008 (anno del primo congresso dei Giovani Democratici) se oggi è segretario nazionale. C’è forse qualcosa sotto le strane dichiarazioni di Raciti? Ebbene si! E’ in faida con Brando Benifei ,bersaniano, il quale ha presentato la sua candidatura in vista del prossimo congresso con la firma di ben cinquanta dirigenti nazionali. Ma in tutta questa storia che fine hanno fatto i migliaia di giovani militanti del centro-sinistra? Sono d’accordo o no con i loro dirigenti? I dirigenti hanno sentito la loro voce?
Pare sia scoppiata una guerra di polemiche tra gli esclusi dal congresso via web sopratutto su face book, incolpando la dirigenza del Partito Democratico.
Evidentemente Matteo Renzi non aveva tutti i torti quando dichiarava di cambiare le frontiere generazionali e di lasciare il posto di comando a gente più giovane. Fatto sta che quello che è stato compiuto è un grande passo indietro e che evidentemente se si vuole tornare “ai bei tempi del Pci” non si può parlare di Partito Democratico.
La parola “democratico” è stata solo un pretesto per colorare eventi,propaganda di partito e manifesti, non certo un concetto da rendere tale l’attuale centro-sinistra(se si può chiamare ancora così).
Enunciano a voce alta di lavorare per il futuro,di essere all’avanguardia nelle idee e di avere sempre “le proposte pronta da servire su un piatto d’argento” così come nel lontano 1997 un manifesto del Pds rifletteva le parole”Il futuro entra in noi molto prima che accada”. Ma le parole,spesso,valgono molto di meno rispetto ai fatti accaduti. Chiamateli giovani… ma non democratici.
Umberto Antonacci

GiovenTV
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